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Fagiolo Gialet bellunese

A partire dal 1530, si diffusero in Italia i fagioli. La cosiddetta “carne dei poveri” si affermò dappertutto, in particolar modo nelle difficili zone montane. Per questo, il Fagiolo Gialét, noto anche come “fagiolo solferino” o “fasol biso”, non fa eccezione, anche se la sua presenza documentata risale agli inizi del ‘900.

È coltivato nella Val Belluna, principalmente nei comuni tra Seren del Grappa (BL) e Ponte nelle Alpi, sia a destra che a sinistra del fiume Piave.

Grazie alla sua buccia sottilissima è ottimo per creme o da mangiare in insalata.

RICETTA
A FILIERA CORTA

Crema di fagiolo Gialét con code di gamberi

Mettere in una pentola i Fagioli Gialét, le patate di Cesiomaggiore, la cipolla tagliata grossolanamente e l’alloro; salare, coprire con acqua fredda e mettere sul fuoco.

Far cuocere a fuoco moderato per 90 minuti (40 nella pentola a pressione) poi togliere le foglie di alloro e tritare fino ad ottenere una crema vellutata.

Sgusciare i gamberi (se di fiume da preferire), pulirli, lavarli e passarli in padella con una noce di burro salandoli leggermente.

Versare la crema nel piatto o in una coquotte, completando con le code di gambero, un filo d’olio EVO e, a piacere, una macinata di pepe fresco.

Ingredienti

  • 200 g di Fagiolo Gialét
    (bagnato per 24 ore)
  • 150 g patate di Cesiomaggiore De.Co
  • 8 code di gamberi
  • 1 cipolla media
  • 1 foglia di alloro
  • Q.B. olio EVO
  • Q.B. sale

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